Circostanze eccezionali: cosa sono e perché contano nei rimborsi aerei

Quando un volo viene cancellato o subisce un forte ritardo, una delle risposte più comuni delle compagnie aeree è questa:
“Si tratta di circostanze eccezionali.”

Ma cosa significa davvero?
E soprattutto: è sempre vero che in questi casi il passeggero non ha diritto a nulla?

Capire cosa rientra (e cosa no) nelle circostanze eccezionali è fondamentale per sapere se una richiesta di compensazione è legittima oppure no.

Cosa si intende per circostanze eccezionali

Nel diritto del trasporto aereo europeo, le circostanze eccezionali sono eventi:

  • imprevedibili
  • inevitabili
  • esterni al controllo della compagnia aerea

Quando uno degli eventi ritenuti circostanza eccezionale si verifica,  il passeggero perde il diritto alla compensazione pecuniaria, prevista dal Regolamento UE 261/2004.

Attenzione però:
👉 Perdere il diritto alla compensazione non esclude automaticamente altri diritti, come l’assistenza a terra o il rimborso delle spese.

Esempi di circostanze eccezionali riconosciute

Secondo la normativa europea e la giurisprudenza sono ritenuti circostanze eccezionali:

Eventi che possono essere circostanze eccezionali

  • condizioni meteo estreme (non il semplice maltempo)
  • chiusura improvvisa dello spazio aereo (in gergo ATC SLOT)
  • instabilità politica o rischi per la sicurezza nazionale
  • collisioni con volatili (in determinate condizioni)
  • scioperi esterni alla compagnia (controllori di volo, personale aeroportuale)

In questi casi, la compagnia può essere esonerata dalla compensazione.

Cosa NON è circostanza eccezionale

In tanti altri casi, le compagnie aeree provano a far ricadere all’interno della circostanza eccezionale, eventi che di eccezionale non hanno nulla.

Non sono circostanze eccezionali:

  • problemi tecnici ordinari
  • guasti legati alla manutenzione
  • mancanza di personale di volo
  • organizzazione inefficiente dei voli

In questi casi, la compensazione resta dovuta.

Perché la compagnia non può limitarsi a dire: “Circostanza eccezionale”

Un punto spesso ignorato dai passeggeri è questo:
👉 non basta che la compagnia dichiari l’esistenza di circostanze eccezionali, per ignorare qualsiasi richiesta di risarcimento.

La compagnia infatti, deve dimostrare:

  • l’evento straordinario
  • il nesso diretto con il disservizio
  • di aver adottato tutte le misure ragionevoli per evitarlo

In assenza di questa prova, il rifiuto della compensazione non è legittimo.

Ma tu, Passeggero, hai i mezzi per riconoscere che la circostanza eccezionale si sia effettivamente verificata o meno? Noi sì!

Circostanze eccezionali: cosa spetta comunque al passeggero

Eccoci qui. Te lo avevamo promesso! Anche in presenza di circostanze eccezionali, il passeggero mantiene alcuni diritti fondamentali:

  • assistenza a terra (pasti, bevande)
  • riprotezione in un hotel ove previsto e trasporto da e per l’aeroporto
  • rimborso integrale del biglietto o riprotezione
  • rimborso delle spese extra sostenute (sì, anche se compri un altro biglietto aereo, con un’altra compagnia!)

Confondere la compensazione con questi diritti è uno degli errori più comuni.

Perché ogni caso va valutato singolarmente

Le circostanze eccezionali non funzionano in automatico.
Ogni situazione va analizzata tenendo conto:

  • dei fatti concreti
  • della documentazione di tipo tecnico
  • della valutazione aeronautica

👉 È per questo che molte richieste inizialmente respinte, vengono poi accolte quando intervengono avvocati specializzati nel settore, come Passeggero al Sicuro.

Per concludere…

“Circostanze eccezionali” non significa automaticamente “nessun diritto”.
Significa solo che la valutazione deve essere più attenta.

Se hai subito un disservizio e ti è stata data questa motivazione, il primo passo è capire se è stata applicata correttamente.

👉 Puoi verificare gratuitamente il tuo volo e valutare se hai ancora diritto a un risarcimento.

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